I ragazzi venuti da Bèrghem

Giuliana e Lorenzo Pinna

Intervista dal "Nuovo Lanternino" - ottobre 2012

giuliana-pinna-1 

Giuliana e Lorenzo: siete la terza coppia di fratello e sorella che quest’anno arriva sulla copertina del Nuovo Lanternino. Come prima cosa, vi tocca una breve presentazione.

G: ho 16 anni e studio in un liceo psico-pedagogico: da circa un anno ho capito che all'università studierò scienze motorie perchè per me il movimento è tutto!
Non tutti sanno che mi piace parecchio arrampicare e nuotare, oltre alla corsa. Tra poco spero di prendere il brevetto di assistente bagnanti e dare un importante esame di inglese. Insomma quest'anno ho tanti progetti!
L: ho 20 anni e ho appena finito il primo anno di università a Milano Bicocca, nel corso di Matematica. Quando non sono perso tra i numeri faccio giri in bicicletta con gli amici, anche se la corsa resta la mia disciplina preferita. Una delle esperienze più belle di quest’anno è stato il coast to coast Pisa – Pesaro in bici… tante salite e paesaggi indimenticabili!
Nel tempo libero mi piace anche suonare la chitarra, in particolare blues, jazz e funk

La prima domanda è sempre classica: come avete conosciuto l’orienteering, e come è diventato nel tempo il vostro sport preferito?

G: Ho conosciuto l'orienteering alle scuole elementari e medie: frequentando una scuola straniera avevo un professore svizzero, Moritz Etter, che mi ha portato a conoscere questo sport. Confesso che all'inizo ero poco convinta ma poi, man mano e anche con l'incoraggiamento di mio fratello, mi sono decisa a prenderlo più sul serio. Ho sempre apprezzato molto il fatto delle trasferte e del vedere posti nuovi, perchè mi piace molto viaggiare!
L: Anche nel mio caso la passione per l’orienteering è nata con Moritz, che alle scuole medie presentava ai ragazzi questa disciplina sconosciuta: da subito mi ha colpito il contatto con la natura che offriva tale ttività… e prima di allora non credevo si potesse fare sport fino a 90 anni! Mi piace anche il fatto di potermi confrontare dopo le gare, le scelte di percorso, gli errori e così via. La fortuna di abitare quasi “in carta” (= abitare nei pressi di una zona cartografata per l’orienteering n.d.r.) ha reso tutto più facile e così l’orienteering è diventato il mio sport preferito!

Con la vostra presenza alle gare nazionali sono tornati finalmente visibili nelle categorie giovanili i colori dell’Agorosso Bergamo. Come vi trovate all’interno della squadra, quali stimoli ricevete dai vostri compagni di squadra master, e quali altre sorprese potremo conoscere nei prossimi anni?

lorenzo-pinna-1G: All'interno della squadra c'è un bel rapporto e mi trovo molto bene, anche se essere la più piccola e l'unica ragazza non è proprio il massimo! Da un po' ho rinunciato ad allenarmi fisicamente con gli altri perchè abbiamo ritmi troppo diversi, il che mi dispiace… ma mi arrangio bene lo stesso! Sorprese nei prossimi anni… forse è meglio lasciare aperta la questione perchè non ho molte aspettative: il mio obiettivo è allenarmi di più, e studiare le cartine.
L: Sono in buoni rapporti con i compagni di società e ci troviamo spesso per una corsa in bosco o su strada, cercando di differenziare il lavoro in base alle gare imminenti. Quando ero alle prime armi, ho imparato molto dai compagni più esperti, soprattutto sul piano tecnico e dell’approccio alla gara. Pensando al futuro non vorrei sbilanciarmi, ma sembra previsto un “ritorno” nella categoria assoluta… con prospettive interessanti per una staffetta…

Parlando di Bergamo… è una zona conosciuta dagli orientisti per alcune carte di gara tra le più “ruvide”: Mozzo e Parco dei Colli. Dove si svolgono i vostri allenamenti, e quali sono in generale (in Italia o all’estero) i
vostri terreni preferiti?

G: Gli allenamenti a cui partecipo si svolgono nella cartina del Parco dei Colli, che è un terreno che ormai conosco abbastanza bene. Come terreno di gara mi è piaciuto parecchio quello della pineta in Puglia, bello aperto! Ma la zona più bella che ho visto ad una gara è sicuramente l'Altopiano di Asiago, dove però i boschi sono proprio “tosti”.
L: La maggior parte degli allenamenti sono nel Parco dei Colli e a Mozzo ed il risultato è che se c’è una cosa che non mi spaventa in una gara è il dislivello! Senza dimenticare Bergamo Città Alta, una carta da centro storico davvero bella. In generale apprezzo molto i boschi aperti (forse perché dalle nostre parti sono così rari!), ma anche zone insidiose di semiaperto in stile Liguria. Se dovessi fare una classifica ora, credo che al primo posto ci sarebbe il lago di Carezza dove ho corso quest’anno per la prima volta, semplicemente unico!

Avete già avuto qualche esperienza nelle gare internazionali? Che cosa pensano i vostri amici del vostro modo “alternativo” di trascorrere vacanze o fine settimana?

Abbiamo partecipato all'edizione 2009 dell'Oringen ed è stata per entrambi un'esperienza fantastica. Ci ha dato la possibilità di conoscere per la prima volta i terreni svedesi: boschi bianchi (= senza ostacoli n.d.r.), meno dislivello e soste strategiche alle piante di mirtilli. Già dopo i primi giorni ci siamo resi conto di aver migliorato le capacità tecniche, ma siamo comunque riusciti a “prenderle” dai colleghi nordici (e non solo). Un altro appuntamento “classico” è il meeting di Venezia a novembre, che da un po’ di anni è “la” gara per chudere la stagione.
G: è difficile far accettare ai miei amici che qualche sabato sera devo rientrare presto, qualcuno pensa ancora che io vada a funghi, ma quando vedono le cartine cominciano a chiamarmi Bear Grylls.
L: La cosa più sconvolgente per i miei amici è la sveglia presto la domenica mattina, qualcuno ha preferito partecipare alle promozionali del sabato pomeriggio. Comunque ormai sono abituati a vedermi lunedì in treno con la cartina del giorno prima e ogni tanto si affacciano incuriositi.

giuliana-pinna-2Con un papà anch’egli orientista, siete abituati a discutere ed esaminare insieme le vostre gare? Che tipo di suggerimenti o di consigli vi scambiate prima e dopo le gare?

Arrivati a casa dopo le gare, il tavolo della cucina è sempre apparecchiato con tutte le cartine. Ci scambiamo i percorsi e confrontiamo le scelte: siamo in categorie talmente diverse che ognuno ha qualcosa da ridire... troppo corta, troppo difficile, troppo in scala 1:15:000!
Prima delle gare siamo abituati alla solita “vai piano alla prima lanterna” mentre facciamo colazione sul camper, poi ognuno si ritaglia il suo mezzo metro quadrato per prepararsi e arrivare in tempo alla partenza.

Detto dallo speaker… spiccano nelle categorie giovanili le vostre doti atletiche, assai superiori a quelle di molti coetanei. Che piani avete per raggiungere una tecnica orientistica che vi possa lancire ai vertici delle classifiche?

G: Penso che il modo migliore per migliorare le mie capacità tecniche sia fare tante gare e poi guardare e commentare il percorso con qualcuno più esperto di me... sicuramente andare al raduno giovanile lombardo
(quest'anno e lo scorso) mi ha aiutato moltissimo!
L: Negli ultimi anni ho curato un po’ di più la preparazione fisica e i migliori piazzamenti sono stati uno stimolo a continuare in questa direzione. Tecnicamente penso di avere ancora da lavorare, l’ideale sarebbe trovare nuove zone per allenamenti in carta ma non è facile da mettere in pratica.

L’intervista arriva quando la stagione 2012 ha già dato molti dei suoi responsi. E’ andata come vi eravate aspettati, e quali traguardi vi ponete per l’anno prossimo?

G: La prima parte di quest'anno è andata relativamente bene, soprattutto nelle gare cittadine che mi piacciono parecchio, a parte un clamoroso errore a Brescia che non dimenticherò mai!
Purtroppo quest'estate tra lavoro e dolorini vari mi sono allenata poco e penso che prossimamente i risultati non saranno buoni come avrei sperato... ma ci si prova sempre :)
L: Sono stato abbastanza regolare come partecipazioni in questa stagione, fortunatamente senza infortuni! Il raduno estivo è stato ideale per rientrare in carta prima dei Campionati Italiani a Lunga Distanza, mentre ora mi sto concentrando sul Trofeo delle Regioni. L’obiettivo per il 2012 è superare i 60 punti in lista base per accedere alla categoria elite: non ci sono ancora riuscito, ma restano ancora diverse gare prima del uovo anno. Come si dice dalle nostre parti… sperèm!

lorenzo-pinna-2Entrambi avete affrontato, soprattutto in Lombardia, avversari di categoria superiore, rinunciando talvolta a risultati più brillanti in una categoria di età inferiore.
Quali esperienze o insegnamenti ne avete tratto?

G: Una delle più belle esperienze in categorie superiori è stata ancora una volta ad una gara in centro storico: ho azzardato una iscrizione nella massima categoria femminile WA e, non so come, mi sono piazzata terza! È stato speciale e emozionante, ma soprattutto mi ha insegnato a credere di più in me stessa e nelle mie potenzialità.
L: Quando mi è capitato di correre in MA, la massima categoria maschile, ho sentito il cambiamento soprattutto per il livello della concorrenza, davvero spietata rispetto alle categorie giovanili!
D’altra parte non avevo niente da perdere, quindi è stato più facile trovare la giusta calma e concentrazione per dare il massimo. Ogni tanto una categoria più difficile ci sta!

Per finire: l’orienteering in Lombardia sembra aver perso molto appeal tra i giovani. Come descrivereste l’orienteering ai vostri amici della bergamasca per convincerli a venire a provare
questo sport?

In realtà quando eravamo insieme al liceo siamo riusciti a trovare un discreto gruppo di interessati, pescati dal gruppo di arrampicata, di atletica... o tra chi voleva saltare un giorno di lezione per i giochi tudenteschi.
Nell'Agorosso non ci sono ancora abbastanza atleti giovani per costituire un vero e proprio gruppo, quindi molti si accontentano di una gara promozionale ogni tanto per divertirsi. Per stimolare la partecipazione alle gare di solito facciamo leva sul ristoro e alla peggio puntiamo sulla simpatia! ;)

 

 

 

 

 
Copyright 2012: FISO Comitato Regionale Lombardo Copyright 2012: FISO Comitato Regionale Lombardo
Free Joomla Theme by Hostgator